I pinguini

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I pinguini sono gli animali più caratteristici dell’Antartide. Si calcola che ve ne siano alcuni milioni di esemplari. Sono uccelli senza ali, che si sono adattati all’ecosistema marino dell’Antartide. Fanno tuttavia ritorno alla terraferma per completare il processo di riproduzione. Sulla terra sono molto goffi, per la forma del loro corpo che li obbliga a mantenere il peso sulla parte posteriore dei piedi, controbilanciando i movimenti con le ali aperte.

Al contrario, in acqua sono eccezionalmente idrodinamici e, grazie alla poderosa spinta delle ali, possono raggiungere la velocità di 30 chilometri orari. Non possono respirare sott’acqua e quindi emergono al massimo ogni tre minuti, compiendo rapidi salti sulla superficie dell’acqua. Sono animali a sangue caldo, con una temperatura corporea di 37-38 gradi centigradi. Mantengono costante la temperatura grazie a uno spesso strato adiposo a alle penne, che ricoprono la pelle rendendola impermeabile all’acqua e al vento. Si nutrono di crostacei, calamari, pesci e anche di Krill.

1.     I pinguini pigoscelidi
I pinguini del genere pigoscelide sono le specie di Adelia, papua e antartico. Sono alti 60-70 centimetri e pesano da 4 a 6.5 chili. Sono molto comuni nell’area della Convergenza Antartica, dalle isole sub-antartiche alla costa del continente. Vivono e nidificano in colonie, formate da migliaia di individui. Durante l’inverno vivono sul pack e solo all’inizio di ottobre migrano per raggiungere le aree costiere libere dai ghiacci: tornano quasi sempre nello stesso posto dove sono nati e dove hanno allevato i piccoli l’anno precedente. I maschi giungono per primi e, dopo aver lottato per la supremazia territoriale, nidificano. I nidi sono circolari, larghi 30-40 centimetri, e vengono costituiti con sassi. All’arrivo delle femmine si riconoscono con suoni e grida. Verso la fine di ottobre, ogni femmina depone le uova, mentre l’altro raggiunge il mare per nutrirsi. I piccoli vedono la luce dopo circa 40 giorni. Rivestiti da una delicata lanugine nera, rimangono nel nido per almeno due settimane sotto il corpo dei genitori, che li nutrono rigurgitando il cibo dalle loro bocche. Crescono molto rapidamente, mutano la lanugine di rivestimento in una peluria marrone scuro e, divenuti più indipendenti, cominciano ad uscire dai nidi. Mentre gli adulti si procacciano il cibo in mare, i cuccioli rimangono uniti in piccoli gruppi chiamati “ asili ”, che riducono la dispersione del calore corporeo e hanno una funzione protettiva contro gli attacchi degli uccelli marini predatori ( in particolare lo skua, che è il più temibile nemico del pinguino ). Solo nella tarda estate, la lanugine viene sostituita da un vero piumaggio e i cuccioli possono entrare per la prima volta in acqua finalmente capaci di procurarsi il cibo da soli. Lo sviluppo è tuttavia ancora incompleto. Il piumaggio definitivo viene infatti acquisito nel secondo anno di vita e la maturità sessuale raggiunta all’età di cinque anni.

2.     Il pinguino imperatore
Il pinguino imperatore è il più grande. E’ alto 100-120 cm e pesa 30 chili. Il suo peso varia però dai 20 ai 40 chili, per il lungo digiuno che deve affrontare durante la riproduzione. Il dorso è scuro, di colore grigio-blu; la parte frontale è bianca; il capo è nero ma con due caratteristiche chiazze giallo-arancione sui lati, unite anteriormente nella parte più alta del torace. Il becco è pronunciato e curvo verso il basso e i piedi rimangono quasi completamente coperti dall’addome molto voluminoso.
Abita nelle latitudini più meridionali del mondo, sulle coste e l’altopiano centrale dell’Antartide e, a differenza degli altri pinguini, non migra verso le isole subantartiche. Per questo è considerato il vero abitante dell’Antartide. Due aspetti del suo ciclo di vitale sono esclusivi e ne fanno l’esempio più completo di adattamento all’ambiente glaciale.
Innanzitutto, vive in aree coperte permanentemente dai ghiacci e non tocca mai il suolo libero. Pertanto non può raccogliere alcun tipo di materiale, né costruire un nido. Così è costretto a deporre l’uovo tra i piedi, per poterlo sorreggere durante la cova con le pliche addominali inferiori. Ciò spiega perché depone un solo uovo per ciclo riproduttivo anziché due come le altre specie di pinguini.
L’altro aspetto singolare del suo ciclo vitale è il ritmo stagionale. E’ opposto a quello delle altre specie di pinguini. Il pinguino imperatore trascorre infatti l’estate in mare e si riproduce sulla terraferma durante l’inverno, quando le condizioni ambientali sono più avverse. Questo comportamento apparentemente strano è dovuto al fatto che alla fine dell’estate il piccolo deve aver già acquisito il piumaggio impermeabile. Solo grazie ad esso potrà infatti immergersi in mare e procurarsi il cibo necessario a sopravvivere al nuovo inverno.
All’inizio dell’autunno, il pinguino imperatore si riunisce in colonie. Dopo l’accoppiamento, che avviene secondo un rituale preciso, la femmina depone un solo uovo, che viene prontamente raccolto dal maschio. Poi la femmina si allontana verso il mare per procurarsi il cibo. I maschi restano invece sul posto, tutti insieme, in piedi a covare le uova tra le pliche addominali inferiori. Per tre mesi rimangono in digiuno assoluto, uniti in gruppi nei quali si accalcano quanto più è possibile per difendersi dal freddo. Poco prima che le uova si schiudano, le femmine ritornano alla colonia, dove con suoni e grida riconoscono ognuna il proprio maschio. Appena i piccoli vedono la luce, le femmine li nutrono con il cibo che hanno portato, mentre i maschi denutriti iniziano il loro viaggio verso il mare. A volte devono percorrere più di mille chilometri, prima di raggiungere la costa e tuffarsi in mare per nutrirsi.

3.     Il pinguino reale

Il pinguino reale somiglia molto a quello imperatore, sebbene sia circa venti centimetri meno alto e pesi circa la metà. I colori sono quasi uguali ma le macchie auricolari sono arancio piuttosto che gialle, il becco è meno pronunciato e i piedi non sono nascosti dalle pliche addominali.
A differenza del pinguino dal ciuffo dorato e il pinguino crestato sono piuttosto piccoli ( circa 5.4 e 2.5 chili rispettivamente ) e popolano in prevalenza le isole subantartiche, anche se talvolta nidificano sulla Penisola. Vivono in colonie molto numerose e depongono due uova per ogni ciclo riproduttivo, che vengono covate a turno dal maschio e dalla femmina. La cova dura cinque settimane e viene riservata all’uovo più grande, per allevare un solo piccolo. I piccoli divengono autosufficienti dopo circa dieci settimane.