Il Krill, gli organismi invertebrati e i pesci

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Il Krill
Il componente più importante dello zooplancton è il “ Krill ”. la parola è di origine norvegese e significa “ pesciolino ”. Il nome identifica alcuni piccolissimi crostacei della famiglia delle Euphausidae, dei quali il più conosciuto e diffuso è la euphausia Superba, molto simile a un gamberetto lungo da 4 a 6 centimetri. Il Krill forma ammassi enormi, alti 10-20 metri ed estesi per centinaia di metri, con una densità spesso superiore ai 15 chilogrammi per metro cubo.

La tendenza dei microrganismi ad addensarsi per formare il Krill è correlata alla loro capacità di emettere una luminescenza tra il verde chiaro e il blu , che consente loro di rimanere gli uni in vista degli altri. Le masse di Krill si trovano intorno al continente a sud della Convergenza Antartica, più abbondanti in direzione del Sud-America e del continente indiano.

Le stime più recenti calcolano l’ammontare delle intere riserve tra i 200 e i 600 milioni di tonnellate.Il Krill gioca un ruolo chiave nella dinamica dell’ecosistema marino dell’Antertide. Direttamente o indirettamente, tutte le specie animali dipendono infatti dal Krill, le cui migrazioni sono fedelmente seguite dalla grande maggioranza dei calamari, dei pesci, delle balene, delle foche, dei pinguini e degli uccelli marini. In altre parole, l’ecosistema marino dell’Antartide è estremamente lineare e la progressione degli organismi più piccoli ai grandi mammiferi avviene attraverso il Krill.

Gli organismi invertebrati e i pesci
L'oceano Antartico è popolato da un’enorme quantità di organismi invertebrati: spugne, aneliti, echinodermi ( stelle e ricci di mare ) e molluschi. I calamari hanno una grande importanza, perché costituiscono uno degli alimenti fondamentali per l’ecosistema marino dell’Antartide.

 Più di cento specie di pesce vivono nei mari dell’Antartide. Molti appartengono alla famiglia delle Nototenidaee, tra le quali il più importante è certamente il merluzzo antartico ( notothenia rosii ) per il suo valore commerciale. Un grande interesse scientifico ha il pesce glaciale ( cryocraco antarcticus ), per il processo di adattamento alle freddissime temperature dei mari antartici.

La caratteristica più sorprendente è la completa assenza della emoglobina nel sangue, che consente al sangue stesso di conservare la sua normale viscosità e la capacità di coagulare anche al di sotto delle normali temperature di congelamento. L’assenza dell’emoglobina, che normalmente colora il sangue di rosso, ha reso però il sangue e il pesce glaciale quasi trasparenti !