La conquista dell'Antartide

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La stella polare indica il Nord. Fa parte della costellazione dell’Orsa Minore. La parola del greco antico per orsa è “ arktòs ”. Per questo il termine “artico” indica l’estremo nord del mondo. Al contrario, “antartico” è l’estremo sud del pianeta. E’ questa l’etimologia del nome Antartide e suggerisce già gli antichi Greci conoscessero il continente di ghiaccio. In realtà, ne supponevano solamente l’esistenza, ritenendo che una terra sconosciuta dovesse esistere nell’emisfero australe, per bilanciare le terre note dell’emisfero settentrionale.

Magellano, 1520
Numerosi secoli trascorsero dall’ipotesi geografica degli antichi Greci, al primo viaggio di scoperta nell’estremo sud del mondo, che fu compiuto da Magellano nel 1520. Al comando di una squadra di cinque navi di 120 tonnellate di stazza, il grande navigatore portoghese stava cercando, per conto dei Reali di Spagna, il passaggio che ancora oggi porta il nome di “ stretto di Magellano ”, dal capo delle Vergini, sull’Atlantico, al Capo Pilar, sul Pacifico: ne percorse però almeno cinque volte tante tra la cota e le innumerevoli piccole isole di fronte, per trovare un’uscita da quei bracci di mare. Si convinse che la terra a sud dello stretto da lui individuato fosse il limite settentrionale del continente sconosciuto – la Terra Australis Incognita – e le diede il nome di Terra del Fuoco, per i fuochi che vi si osservano di notte nei campi indigeni. Un prezioso diario dettagliato della spedizione fu tenuto dall’italiano Antonio Pigafetta, che pagò per partecipare al viaggio. Sulla base di queste scoperte, il continente dell’Antartide apparve sulle carte geografiche del tempo con il nome di Terra Australia Incognita: occupava l’intera area a sud dello stretto di Magellano.

Hoces, 1526 e Drake, 1578
Questa immagine dell’emisfero sud rimase invariata per la maggior parte del sedicesimo secolo, fino a quando alcune impreviste deviazioni spinsero ancora di più a sud le navi che tentavano di percorrere lo stretto di Magellano. Fu ciò che accadde allo spagnolo Fernando Hoces nel 1526 e a Sir Francio Drake nel 1578. I venti di burrasca portarono la nave ammiraglia Pelican verso sud per 52 giorni, tra la punta estrema del Sud America e le isole Shetland Australi. Quel tratto di mare fu chiamato “ stretto di Drake ” e la sua esistenza dimostrava che la Terra del Fuoco era in realtà un’isola e che a sud vi era ancora mare aperto.

Schouten e Le Maire, 1616: il Capo Horn
Nel 1615, un ricco commerciante olandese finanziò una spedizione per creare una nuova via di navigazione dall’Atlantico al Pacifico, alternativa allo stretto di Magellano. La spedizione fu posta al comando di Willelm Shouten e, come commissario di bordo, vi partecipò Jakob Le Maire, fratello dell’armatore. Due navi salparono da Texel, attraverso l’Atlantico e raggiunsero il Sud America. Qui, una di esse venne distrutta da un incendio. L’altra – la Unitie – proseguì la sua rotta, superò l’estremità meridionale della Terra del Fuoco re percorse il braccio di mare che la separa dall’isola degli Stati: lo “ stretto di Le Maire”. Uscita dallo stretto, la Unitie mantenne per cinque giorni la prua verso sud-ovest e il 29 gennaio 1616 doppiò l’isola, che fu scambiata “ per un promontorio montuoso, coperto di neve, che terminava con una punta aguzza”. Fu chiamato Capo Horn, dal nome della piccola cittadina olandese, 40 chilometri a nord di Amsterdam, in cui era nato Schouten. Si trovava a 67°16’ di longitudine ovest da Greenwich e segna il confine geografico tra gli oceani Atlantico e Pacifico.

Cook, 1768-1775
I primi viaggi a carattere scientifico furono compiuti da James Cook tra il 1768 e il 1775. Al servizio della royal Society of Science, egli lasciò l’Inghilterra con l’obbiettivo di esplorare e circumnavigare la Terra Australis Incognita. Al comando dell’Endeavour, egli compì u primo viaggio tra il 1768 e il 1771, doppiando il Capo Horn e circumnavigando la Nuova Zelanda. Dimostrò così che si trattava di un’isola e non di una regione del Continente Sconosciuto, come si era ritenuto fino ad allora. Nel suo secondo viaggio, tra il 1772 e il 1775, con la Risolute e l’Adventure, Cook circumnavigò il mondo a latitudini meridionali inesplorate. Confermò la scoperta delle isole di San Pietro, cambiando il loro nome in isole della Georgia del Sud, in onore del Re Giorgio I d’Inghilterra. Scoprì una nuova terra, di cui non fu in grado di accertare la natura continentale o insulare, che chiamò Terra di Sandwich. Tuttavia nonostante avesse superato per tre volte il Circolo Polare Antartico in tre aree diverse e si fosse spinto fino a 71° di latitudine sud costeggiando il limite esterno del pack, non avvistò mai il continente leggendario. Per questo, al termine del suo viaggio, durato tre anni e seimila miglia marine, fece ritorno in Inghilterra con la ferma ma erronea convinzione che la Terra Australia Incognita non esistesse.

I cacciatori di foche
I primi decenni del XIX secolo furono caratterizzati dalla caccia alle foche dei mari del sud, dalle isole Falkland a quelle della Georgia del Sud e in seguito alla Penisola dell’Antartide. Rapidamente, la caccia si trasformò in un’attività industriale su larga scala, alla quale parteciparono numerose nazioni, con gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e l’Argentina ai primi posti. I cacciatori erano costantemente alla ricerca di luoghi nuovi, non ancora sfruttati, e divennero così i primi esploratori sistematici della Penisola dell’Antartide e delle isole vicine. Essi tuttavia non divulgarono bensì cercavano di mantenere segrete le loro scoperte. 

Palmer e Powell, 1818
Nathaniel Brown Palmer, un cacciatore di foche americano, sbarcò nel 1818 sull’isola Deception – l’isola dell’Inganno – e fu ol primo ad esplorare le isole Shetland Australi e le coste della Penisola dell’Antartide. Più tardi, insieme all’inglese Powell, scoprì le isole Orcadi Australi.

Bellinghausen, 1819-1821
Tra il 1819 e il 1821, la Russia organizzò una spedizione di due navi, la Vostock e la Mirny, agli ordini di Thaddeus Bellinghausen. Egli aveva il compito di circumnavigare il Continente Sconosciuto ad una latitudine più meridionale di quella raggiunta da Cook. Scoprì la terra di Alessandro I, che in realtà è un’isola a ovest della Penisola dell’Antartide, ed esplorò il mare che porta il suo nome.

Weddell, 1820-1824
Le isole Shetland e Orcadi Australi furono esplorate sistematicamente tra il 1820 e il 1824 dall’inglese James Weddell, per conto della Compagnia Enderby Brothers di Londra, impegnata nella caccia alle foche. In condizioni del pack molto favorevoli, Weddell riuscì a raggiungere le latitudine di 74°15’ sud, addentrandosi nelle acque che fuorno chiamate di Weddell.

Dumont D’Urville, 1837-1840
Il francese Dumont D’Urville comandò una spedizione di due navi, l’Astrolabe e la Zelèe, finanziata dall’Accademia delle Scienze di Parigi, tra il 1837 e il 1840. Costeggiò l’Antartide a latitudini molto meridionali e compì importanti osservazioni di fisica terrestre. Durante il viaggio, scoprì una nuova regione che, in onore di sua moglie, chiamò Terra di Adèlie.

Ross, 1839-1843
Quasi contemporaneamente, l’Ammiragliato britannico inviò una spedizione in Antartide, per realizzare studi geografici, oceanografici e meteorologici ed effettuare rilevazioni di geologia, botanica, zoologia e sul magnetismo. La missione fu affidata a James Ross, che aveva da poco raggiunto il Polo Nord magnetico. Ross lasciò l’Inghilterrra nel 1839 con le navi Erebus e Terror. Doppiò il Capo di Buona Speranza, passò al largo della Tasmania e raggiunse il continente antartico nel luogo che chiamò Capo Adare. Di qui proseguì la sua navigazione verso sud ma, alla latitudine di 78°04’, fu bloccato da un’insuperabile barriera di ghiaccio: la banchisa di Ross. Ross tracciò le carte della regione e scoprì alcune catene montuose e alcuni vulcani, ai quali diede il nome delle sue navi: il monte Erebus, con i suoi 5.000 metri, è la cima più alta dell’Antartide.

I cacciatori di balene
I cacciatori di balene fecero la loro comparsa in Antartide negli ultimi decenni del XIX secolo. Erano alla ricerca di aree di caccia meno sfruttate di quelle dell’emisfero settentrionale, dove le balene erano state decimate. Al pari dei cacciatori di foche, anche quelli di balene contribuirono alla conoscenza del continente antartico. Alcune compagnie ebbero una base sull’isola di Deception, nell’arcipelago delle Shetland Australi, e la prima base permanente fu costruita a Grytviken nel 1904, in un’isola della Georgia del Sud.

L’Anno Polare Internazionale, 1882-1883
Nel 1882-1883, a comunità scientifica internazionale proclamò l’Anno Polare per sottolineare la necessità di una conoscenza più approfondita dell’Antartide.

Il VII° Congresso Internazionale di Geografia, 1899
Quattro anni dopo, nel 1889, a Berlino, si tenne il VII° Congresso Internazionale di Geografia. Le spedizioni sporadiche furono ritenute ormai inadeguate all’esplorazione dell’Antartide e si decise si promuovere una Spedizione Internazionale, articolata in cinque missioni. Furono realizzate dalla Germania, la Svezia, la Gran Bretagna e la Francia, tra il 1901 e il 1905. Le comandarono il tedesco Drygalsky, lo svedese Nordenskjold, gli inglesi Scott e Bruce, e il francese Charcot. I risultati più importanti fuorono la scoperta della Terra di Guglielmo II, la permanenza in Antartide di alcuni gruppi di esploratori durante tutto l’inverno, il raggiungimento della latitudine di 82° sud (Scott) e la costruzione di Osmond House: fu la prima base scientifica permanente. Impiantata da Bruce sull’isola Laurie delle orcadi australi e poi ceduta al governo argentino, è tuttora in funzione! 

Shackleton, 1907-1909
Nel 1907, l’inglese Ernest Shackleton, a bordo della Nimrod, raggiunse l’Antartide sulle coste del mare di Ross e vi impiantò un campo base. Due anni dopo, nel 1909, tre membri della sua spedizione raggiunsero via terra il Polo Su Magnetico ( 72°25’ S e 155°16’ E ), compiendo un viaggio di 4 mesi e più di 2.000 chilometri. Quasi contemporaneamente, Shackleton partì con quattro uomini alla volta del Polo Sud Geografico. Impiegò slitte trainate da pony siberiani ma gli animali non resistettero alle avverse condizioni ambientali. Fu perciò costretto a proseguire a piedi e ciò nonostante raggiunse l’altopiano centrale dell’Antartide, Vi si addentrò per centinaia di chilometri ma nel gennaio del 1909, dopo aver raggiunto la latitudine di 88°23’ sud, fu costretto a tornare indietro: era a soli 180 chilometri dal Polo. La spedizione di Shackleton segnò il passaggio dalla fase dell’esplorazione navale dell’Antartide all’ “epoca eroica ” delle spedizioni terrestri, alla conquista del Polo Sud. ù

Scott e Amundsen, 1911-1912
Due spedizioni partirono dall’Europa alla volta della Antartide nel 1910; una inglese, agli ordini di Robert Falcon Scott, e l’altra scandinava, al comando del norvegese Roald Amundsen. Raggiunsero l’Antartide nel mare di Ross agli inizi del 1911 e stabilirono i campi base sulla costa, a poco più di 400 miglia di distanza l’uno dall’altro. Amundsen partì all’inizio di settembre, con una squadra di sole quattro persone, dotate ognuna di una slitta trainata da cani e di un equipaggio molto leggero. I cani morirono durante il viaggio di andata ma nonostante questo la spedizione proseguì tra i ghiacci alla media di 25 chilometri al giorno. Il 14 dicembre del 1911 venne raggiunto il Polo Sud: 90° di latitudine ! Amundsen fece ritorno al campo base il 25 gennaio 1912, dopo una marcia ininterrotta di tre mesi e più di 3.000 chilometri. Scott partì a novembre, con sedici uomini, alcuni carri tirati da pony siberiani, 13 slitte trainate da 233 cani un equipaggio piuttosto pesante. Ad intervalli regolari, piccoli gruppi lasciavano le spedizione e tornavano indietro, predisponendo depositi lungo la via del ritorno. Scott e altre quattro persone formavano l’ultima squadra. Superando difficoltà enormi, il 17 gennaio 1912 raggiunsero il Polo Sud ma provarono la terribile delusione di essere stati preceduti di 34 giorni da Amundsen. Esausti, intrapresero la via del ritorno. Ma le avverse condizioni ambientali impedirono loro di raggiungere il campo base: perirono drammaticamente, a soli 18 chilometri di distanza da un campo intermedio. 

L’esplorazione aerea 
Le prime esplorazioni aeree dell’Antartide vennero effettuate tra la Prima e òa Seconda Guerra Mondiale. L’australiano Hubert Wilkins sorvolò per primo la Penisola nel 1928. Richard Byrd, americano, raggiunse per primo il Polo Sud in aereo, nel 1929. E sempre un americano, Lincon Ellsworth, compì il primo volo transantartico, nel 1935.

L’Anno Geofisico Internazionale, 1957-1958 
Il 1957-58 fu proclamato Anno Geofisico Internazionale ( IGY – International Geophysical Year ). Vi aderirono 67 nazioni che in nome della libertà della ricerca scientifica costruirono in Antartide più di 50 stazioni e fondarono il Comitato per la Ricerca Scientifica in Antartide. Lo SCAR ( Scientific Commitee on Antarctic Research ) esercita la funzione di coordinamento e controllo di tutte le attività in Antartide.

Il Trattato dell’Antartide, 1959
Nel 1959 fu stipulato a Washington il Trattato della Antartide. Costituisce la normativa internazionale che si applica in tutta l’area a sud dei 60° di latitudine. Fu sottoscritto inizialmente da dodici nazioni alle quali in seguito se ne sono aggiunte molte altre.